Il tartufo è il tipico alimento che genera un rapporto di amore/odio nelle persone, ma che non lascia nessuno indifferente. L’odio si prova nel momento in cui si incontra per le prime volte nei propri piatti: l’odore intenso non del tutto gradevole spesso infastidisce, e non evoca il desiderio di assaggiarlo. Superato questo primo “ostacolo” si inizia ad apprezzare il suo sapore, molto più delicato di quanto si possa immaginare, la sua capacità di esaltare certi sapori e le mille combinazioni con cui ci si innamora di lui.

PERCHÉ MANGIARE IL TARTUFO?

Questo rapporto di amore per il tartufo spesso si trasforma in desiderio ossessivo. Se pensate di essere fuori dalla norma non vi preoccupate, esiste una spiegazione scientifica. Il tartufo contiene una sostanza chiamata “anandamide”, un acido grasso endogeno presente anche in altri alimenti come il latte materno e il cacao, che scatena il rilascio di sostanze chimiche che modulano l’umore e stimolano il benessere. L’effetto è molto simile a quello della cannabis, ecco spiegata la “dipendenza“!
Il tartufo ha poche calorie: si contano 31 Kcal per 100g di tartufo (gli effetti di eventuali eccessi si vedono nelle tasche non sul girovita). E’ ricco di fibre e di sali minerali, e il suo consumo associato ad altri alimenti ne facilita la digestione.

COME MANGIARE IL TARTUFO?

Esistono 7 diverse tipologie di tartufo commerciabili in Italia, tuttavia la conoscenza comune li classifica in due grandi categorie: tartufo bianco, più raro e pregiato, e tartufo nero, più comune ed economico, nella varietà estiva o invernale (più pregiata).

Il tartufo è un ottimo compagno per diverse varietà di piatti, sia dolci che salati. Mangiare un piatto al tartufo non significa annegare qualsiasi cosa nell’olio all’aroma di tartufo. Alcuni ristoranti e aziende utilizzano l’olio all’aroma di tartufo per aumentarne il sapore, ma attenzione a non farvi fregare!

Ecco 2 falsi miti da sfatare:

E’ vero che il tartufo ha un sapore delicato, ma un buon tartufo non ha bisogno di aromi per essere apprezzato. L‘intensità del sapore varia a seconda della tipologia (e del prezzo!). Per questo motivo l’olio all’aroma di tartufo è utilizzato spesso per mascherare una qualità non troppo pregiata.
L’olio all’aroma di tartufo diffuso a livello commerciale, nella maggior parte dei casi non ha niente a che vedere con il tartufo! E’ il risultato di una sintesi chimica che produce il bismetiltiometano, una sostanza derivante dalla lavorazione del petrolio potenzialmente cancerogena.

DOVE MANGIARE IL TARTUFO?

Quando si pensa al tartufo il primo posto che viene in mente è Alba, grazie alla fiera che l’ha reso celebre. Il tartufo bianco d’Alba è di qualità pregiata e riconosciuta, ma contrariamente a quanto si pensi, il Piemonte (in termini di quantità) non è il primo produttore in Italia. Una delle principali regioni produttrici di tartufo è la Toscana che, grazie alla sua varietà territoriale e alle condizioni climatiche, produce grandi quantità di diverse tipologie di tartufi. Anche l’Umbria è nota per una discreta produzione, insieme a Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise.

Per stare più tranquilli potete acquistare la crema al tartufo da noi, abbiamo dei produttori che lavorano il tartufo in modo naturale aggiungendo solo aromi naturali, prestando attenzione ad non alterare il prodotto.